(...) A Caracas ho trovato il colore. A Londra la delizia di certe solitudini. In Costa Rica alcune facce che non avevo mai incontrato. A Milano ho visto Andrea Villani. A Roma l’ho conosciuto. Tanta strada per capire che ciò che ci aveva raccontato Jack Kerouac era la pura verità. Vale la pena frugare dentro la provincia. Che non è più nei preti di campagna o nei contadini di Guareschi. La incontri negli sguardi nascosti dei baristi, e delle commesse, del centro. Questa è la potenza del teatro. Perché ci vuole orecchio per scrivere sapete? Quanto ce ne vuole per suonare il flauto magico. Occorre essere pifferai. Bisogna essere magici. Ma soprattutto topi incantati (...)

Andrea Villani

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